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Autore: Avv. Francesca
Zambonin Data: 22/10/2005 Pubblicata: QN-Economia (il Giorno, La
Nazione, Il Resto del Carlino)
Diritto d'autore e
movimento anti-copyright
L'avvento di Internet e la diffusione spesso gratuita di qualsiasi tipo di
informazione reperibile in rete ha comportato un certo disorientamento
nell'interpretazione da dare oggi alla tutela del diritto d'autore, così
come disciplinata dalla L. n. 22-04/1941 n. 633 e seguenti modifiche, che
risulta essere, alla luce delle nuove tecnologie, anacronistica.
Ed infatti, se da un lato la legge dichiara di proteggere "le opere
dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla
musica, alla arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla
cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione" (art. 1)
attraverso diritti esclusivi concessi all'autore dell'opera, quali il
diritto esclusivo di pubblicazione e di sfruttamento economico dell'opera
(vendita, noleggio, distribuzione, ecc) (art. 12), dall'altro lato si può
notare come oggigiorno tale normativa venga sempre meno riconosciuta e di
fatto disapplicata nella vita di tutti i giorni, specialmente avendo
riguardo all'arte diffusa attraverso le nuove tecnologie.
Così, accade di leggere sentenze che cercano di dare un'interpretazione del
diritto d'autore più al passo con i tempi, come la recente sentenza della
Cassazione Penale del febbraio 2005, che riduce ad illecito amministrativo
la detenzione ai fini di vendita di compact-disc abusivamente duplicati,
anziché applicare la pena prevista per il reato di contraffazione applicata
per costante orientamento in materia.
In tempi meno recenti, la sentenza penale del febbraio 2001, in cui
l'imputato del medesimo reato veniva prosciolto per difetto
dell'antigiuridicità del comportamento incriminato, mancando un danno
sociale rilevante ai fini penalistici ("anche se non si può escludere un
risarcimento civilistico alla SIAE").
Autore di questa clamorosa sentenza è il Dottor Gennaro Francione, fondatore
dell'Unione Europea dei Giudici Scrittori e ideatore del Movimento
Utopista-Antiarte 2000, nonché portavoce del movimento anti-copyright,
ovvero di un'ideologia sempre più diffusa che crede nella libera e gratuita
diffusione dell'arte.
I principi sostenitori di questo movimento si riassumono nell'idea che
l'autore è solo il portavoce di un messaggio d'arte universale, che egli
esprime in nome dell'Umanità: questo implica il mantenimento del
riconoscimento della paternità dell'opera, ma una drastica riduzione dei
diritti di sfruttamento commerciale di qualunque creazione, che dovrebbe
avere una diffusione libera e gratuita, grazie alle possibilità offerte da
Internet e dalle nuove tecnologie.
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