Col nuovo assetto dellart. 19 D. Lgs. 546/1992, le
controversie relative alliscrizione di ipoteca, ed ancora meglio lipoteca
esattoriale che può inquadrarsi nella categoria delle ipoteche legali
, sono
devolute al Giudice Tributario e lart. 77 del D. P. R. 602/1973 ricollega al
credito iscritto a ruolo il diritto del Concessionario della Riscossione ad
ottenere la costituzione dellipoteca che egli ha la facoltà o, ricorrendone le
condizioni, lobbligo di eseguire dando luogo alla iscrizione. Oltre a dettare
le regole per il valore di competenza della garanzia del credito erariale e la
individuazione degli immobili da colpire.
Lipoteca esattoriale in nulla differisce da quella ordinaria, quale diritto
reale di garanzia in base a cui il creditore concessionario ha il potere di
espropriare, sulla base della cartella esattoriale che rappresenta il titolo
esecutivo, i beni sui quali lipoteca è costituita, e di essere soddisfatto con
preferenza sul prezzo ricavato dalla espropriazione.
Ciò per quanto previsto dall'art. 2808 c.c. in ordine alla ius distrahendi e
ius prelationis.
Per cui, lipoteca in questione delinea il proprio carattere strumentale
rispetto allazione esecutiva, disciplinata dalla ulteriore normativa speciale
di cui all'art. 78 e segg. del detto D.P.R. ma nellambito pur sempre del
processo di esecuzione disciplinato dal codice di procedura civile per il quale,
vale ricordare, che lespropriazione forzata (art. 49 c. p. c.) inizia col
pignoramento, e non con liscrizione di ipoteca, sia pure disposta dallart. 77
sopraddetto.
Lipoteca, perciò, svolge la funzione solo di conservare il bene al potere di
aggressione del creditore, naturalmente nei limiti e alle condizioni dettate
dallart. 75, in via strumentale alla esecuzione forzata immobiliare che quando
è preclusa porta a precludere anche la iscrizione ipotecaria.
In questo ambito, dunque, viene ad attuarsi la tutela giurisdizionale del
contribuente, essendo, come detto, il provvedimento di costituzione di ipoteca,
atto autonomamente impugnabile, e si delinea il contenuto della cognizione
giudiziale degli aspetti della decisione del Giudice Tributario.
Spetta, perciò, a questo Giudice il sindacato pieno sulla iscrizione ipotecaria
sotto ogni profilo, sia formale che sostanziale, come è ormai riconosciuto dalla
migliore dottrina e giurisprudenza che si è affermata in materia, e con
limpugnazione delle iscrizioni di cui si tratta trovano attuazione quei mezzi
di tutela che il debitore ipotecario azionava secondo la normativa civilistica,
quali quelli attinenti al diritto reale di garanzia, quelli riguardanti i beni
che ne sono oggetto, relativi alla loro titolarità e alla idoneità dellipoteca,
e naturalmente alla eventuale riduzione della ipoteca stessa.
Cosicché il giudice adito può pronunciarsi sullannullamento, la modificazione,
integrazione di essa e della iscrizione, comportando le opportune variazioni
della iscrizione sui registri immobiliari.
Per quanto riguarda il divieto, stabilito dall'art. 169 c. c., secondo il quale
non è consentito ...(Omissis) ipotecare, dare in pegno...(Omissis)
beni del
fondo patrimoniale, se non con il consenso di entrambi i coniugi...(Omissis),
si rappresenta che la norma si riferisce esclusivamente al divieto dei coniugi
di iscrivere sul bene ipoteca volontaria, là dove non ci sia il consenso di
entrambi i coniugi e se vi sono figli, con lautorizzazione concessa
dal Giudice, ma non certo al divieto della iscrizione di ipoteca giudiziale
o di ipoteca legale o di ipoteca esattoriale.
Appare perciò legittima, per il profilo ora detto, la iscrizione ipotecaria
operata nei confronti dei beni costituiti nel fondo patrimoniale, ma tale
iscrizione nella funzione strumentale o propedeutica alla espropriazione
forzata di cui si è avuto modo di parlare sopra in relazione allo ius
distrahendi, prevista dallart. 2808 c.c. pur nella sua legittimazione formale
trova il suo limite nel disposto di cui allart. 170 c.c. che stabilisce che
lesecuzione, sui beni del fondo
(Omissis)...non può aver luogo per debiti
che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni
della famiglia.
Spettando al Giudice Tributario valutare lesistenza del rapporto di casualità
tra obbligazione e bisogno della famiglia.
Il criterio identificativo dei crediti il cui soddisfacimento può essere
realizzato in via esecutiva sui beni conferiti nel fondo, va ricercato nella
relazione esistente tra gli scopi per cui i debiti sono stati contratti e i
bisogni della famiglia, con la conseguenza che lesecuzione sui beni del fondo o
sui frutti di essi può avere luogo qualora la fonte e la ragione del rapporto
obbligatorio abbiano inerenza diretta ed immediata con i bisogni della famiglia
(si segnala in proposito la Sent. 11230 del 18/07/2003, con la quale la S.C.
stabilisce che il criterio identificativo dei crediti va ricercato non già nella
natura della obbligazione ex contractu o ex delicto, bensì nella relazione
esistente tra il fatto generatore di esse e i bisogni della famiglia, per cui,
ove la fonte e la ragione del rapporto obbligatorio, abbiano inerenza diretta ed
immediata con le esigenze familiari, deve ritenersi operante la regola della
piena responsabilità del fondo).
Nella specie, è evidente, non essendoci alcun rapporto obbligatorio tra il
credito erariale, vantato dalla Equitalia, e i bisogni della famiglia, e
vertendosi in materia di imposte e contributi previdenziali di un terzo soggetto
che nulla hanno a che fare con i bisogni della famiglia, non vi è alcuna
inerenza diretta ed immediata con i debiti contratti per i bisogni di
essa, ben potendo, tra laltro simili debiti essere non conosciuti nellambito
della famiglia e del tutto a lei estranei.
Per queste considerazioni tali debiti tributari non possono formare oggetto
della iscrizione ipotecaria operata in danno del fondo patrimoniale costituito
precedentemente alla detta iscrizione e, pertanto, la iscrizione ipotecaria de
disposta deve essere annullata con relativa cancellazione.
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