Delle figure professionali in edilizia

Durante la quotidiana attività professionale accade sovente di imbattersi in clienti che hanno idee confuse circa la scelta del tecnico cui affidare l’incarico di progettare o modificare la propria casa. Il presente articolo vorrebbe, modestamente, essere propedeutico a coloro i quali, non avendo altre indicazioni, non sanno come orientarsi nella scelta del professionista.

Il nostro Paese non è certo carente di tali figure rispetto, ad esempio, agli altri Paesi europei. Si hanno, operanti sul Territorio nazionale, tecnici laureati con formazione universitaria quinquennale (laurea magistrale), quali ingegneri e architetti “senior”, e tecnici diplomati, cioè chi ha un percorso di studi limitato alla scuola media superiore. A queste due grandi categorie storiche, negli ultimi anni, si sono aggiunti i tecnici con laurea triennale, sostanzialmente ingegneri e architetti definiti “junior”. Il panorama universitario italiano ha poi prodotto un’ipertrofia formativa riguardo le cosiddette lauree brevi, contribuendo ad aumentare ulteriormente la confusione non solo tra il pubblico, potenziale utente, ma anche tra le file dei neolaureati che non sanno dove collocarsi. Ciò non di meno, come vedremo, ciò che dovrebbe fare realmente da spartiacque è il libero professionista medesimo, il quale, bontà sua, mette sul mercato le proprie competenze.

Fortunatamente in Italia, a dispetto di volontà che auspicherebbero il libero mercato delle professioni, esistono ancora gli Ordini e i Collegi professionali che garantiscono all’utente una certa uniformità prestazionale minima. Gli iscritti agli Albi, infatti, devono sostenere un esame di Stato che permette loro l’abilitazione professionale garantendone l’attitudine. Gli esami di Stato, specie per alcune categorie, sono cosa assai seria e molto selettiva, con medie di respinti superiore al 60%. Si rammenta che gli Albi sono Enti istituiti a difesa dell’utente e non una setta di iniziati.

Seguirà una breve trattazione circa le competenze tipiche delle singole figure professionali.

L’edilizia è un importante settore economico dove convergono varie attività: costruzioni, bonifiche, estimo, topografia, ecologia, territorio, urbanistica, ambiente. In questo vasto scenario economico operano ingegneri e architetti, junior e senior rispetto ai rispettivi corsi di laurea, geologi, dottori agronomi, geometri, periti edili e periti agrari. Ingegneri e architetti junior, sebbene iscritti nelle apposite Sezioni dei rispettivi Ordini, pur rispondendo al medesimo appellativo dei colleghi maggiori, non sono, però, abilitati a sovrintendere le medesime competenze. Alla presenza di opere di una certa importanza, infatti, il monopolio della progettazione e direzione lavori spetta ai laureati quinquennali. Dal punto di vista della libera professione i laureati junior sono, al momento, equivalenti ai geometri.

Di tutti i tecnici, il geometra libero professionista è stato, da sempre, il tecnico di riferimento di questo fondamentale comparto economico: tecnico eclettico, di mentalità pragmatica ma duttile, capace di risolvere problemi in maniera diretta, ponendosi con modestia al cospetto dei quesiti professionali e riuscendo a rispondervi con efficacia. Nella gestione del territorio, dal punto di vista catastale e topografico è, spesso, il professionista di collegamento con gli Enti Pubblici preposti (Agenzie del Territorio ex Catasto). Di fatto, egli potrebbe essere definito come il “tecnico di famiglia”, parafrasando lo stesso concetto del medico di famiglia, ponendosi, cioè, come professionista di base del comparto immobiliare.
Tutti i professionisti sopra elencati hanno, fino ad un certo grado di competenze, aspetti intercambiabili. D’ogni buon conto, qualora un ipotetico committente non avesse il più remoto lume su chi interpellare per la realizzazione di un’opera edile, posti i limiti professionali di ogni tecnico, la scelta dipenderebbe dalle esigenze e potenzialità economiche del soggetto nonché dall’entità dell’opera da realizzare.

Ogni professionista presenta delle attitudini istituzionali delle quali si deve tenere conto. Escludendo, per il momento, che un privato possa ordinare la costruzione di un viadotto autostradale, l’architetto dovrebbe essere il tecnico di attinenza se si volesse conferire una valenza “architettonica” di pregio alla realizzazione di un’opera. Naturalmente l’invenzione di uno stile trasposto dalle esigenze del cliente, dalla realtà del territorio e dalle competenze del progettista è retaggio tipico della formazione dell’architetto cui l’aspetto estetico dell’edificio è preponderante. Le Facoltà di Architettura pongono grande enfasi sullo studio dell’arte, oltreché nelle materie tecnico – scientifiche e, sulla scorta di queste conoscenze, l’architetto può creare soluzioni ad hoc per il committente, superandolo nel gusto e consigliandolo al meglio circa le scelte progettuali. L’unicità del prodotto finale deve essere garantita altrimenti ci si rivolge ad altre figure professionali. L’architetto è il depositario di una tradizione millenaria circa l’invenzione delle forme, la scelta dei materiali e la manipolazione della luce. Dalla creazione di suppellettili alla progettazione di una città, queste sono le infinite possibilità creative dell’architetto. Chiaramente tali conoscenze esigono riconoscimenti economici congrui.

ingegnere, ancora, è il tecnico per eccellenza, dà stabilità statica alle opere edili, crea soluzioni, sollecita la sperimentazione di nuovi materiali. Egli garantisce che qualunque struttura realizzata dall’uomo sull’universo mondo non abbia a cedere. Questo supertecnico è anche impiegato da architetti e geometri per il calcolo delle strutture. Come già detto, l’ingegnere non ha alcuna limitazione, sta al Committente verificarne l’utilità rispetto al prodotto finale. Ingegneri che godono di uno spiccato gusto artistico, a volte, superano gli architetti nella realizzazione di cose belle da vedere e da abitare.

D’ogni buon conto, infine, è il mercato che decreta il successo di un professionista, indipendentemente dal titolo di studio o all’Albo di appartenenza.
Un’abitazione, per la maggior parte delle persone, rappresenta un valore particolare, che supera il mero concetto d’investimento immobiliare. Sarebbe bene, pertanto, scegliere con ponderatezza il professionista che si occuperà della realizzazione di un luogo così importante, stabilendo anche un contatto umano tale da sentirsi sicuri e fiduciosi. Può essere importante avere colloqui con più tecnici per valutarne le affinità caratteriali ed umane, oltreché, naturalmente, le abilità tecniche. Nei siti internet dei vari Ordini e Collegi vi è spesso l’elenco degli iscritti con indicazione dell’anzianità d’iscrizione e l’indirizzo dello studio dove ogni professionista esercita. In ogni caso, qualora non si possa accedere ad internet, è sufficiente telefonare o recarsi nelle sedi preposte (Ordini e Collegi Provinciali o Nazionali) e vi renderanno disponibili i nominativi dei tecnici. In linea di massima, ma anche secondo una certa logica, i professionisti più anziani con sedi articolate e presenza di più collaboratori, sono quelli che dovrebbero offrire maggiori garanzie. E’ doveroso, altresì, ribadire che tutti i professionisti iscritti al proprio Albo sono titolati a svolgere gli incarichi relativi alla professione e che studi importanti, con gran numero di collaboratori, hanno costi di gestione altrettanto importanti. In buona sostanza, se, per esempio, dovete fare o ristrutturare il vostro bagno di casa e avete già un’idea approssimativa di come volete sia realizzato, la scelta del professionista è meno discriminante che, viceversa, aveste esigenze particolari o vi aspettaste soluzioni su misura. La seconda richiesta implicherebbe un’enciclopedica conoscenza del mercato che offre un’infinità di prodotti, dai rivestimenti, ai sanitari, alla rubinetteria, alle suppellettili, alle finiture ecc., con un professionista in grado di proporvi e consigliarvi al meglio nelle scelte, probabilmente, in questo caso, sarebbe consigliabile rivolgersi a tecnici specializzati o a studi d’architettura che trattino questo tipo di richieste.
Terminerei con un’avvertenza di modo: vi è la deprecabile usanza di valutare le prestazioni dei professionisti un tanto il chilo, non sempre è possibile venire incontro al cliente su questo terreno, tanto più che le normative regolanti gli infiniti anfratti del comparto edile sono innumerevoli ed agiscono a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale, locale, condominiale. Ogni Ente ha facoltà di ritagliarsi le normative a misura del Territorio amministrato contribuendo notevolmente all’incremento dello scibile che un tecnico deve conoscere per offrire una buona prestazione ed essere al passo coi tempi.

Per una consulenza in merito non esitare a contattarci.
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