Diritto d’autore e movimento anti-copyright

L’avvento di Internet e la diffusione spesso gratuita di qualsiasi tipo di informazione reperibile in rete ha comportato un certo disorientamento nell’interpretazione da dare oggi alla tutela del diritto d’autore, così come disciplinata dalla L. n. 22-04/1941 n. 633 e seguenti modifiche, che risulta essere, alla luce delle nuove tecnologie, anacronistica.
Ed infatti, se da un lato la legge dichiara di proteggere “le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alla arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione” (art. 1) attraverso diritti esclusivi concessi all’autore dell’opera, quali il diritto esclusivo di pubblicazione e di sfruttamento economico dell’opera (vendita, noleggio, distribuzione, ecc) (art. 12), dall’altro lato si può notare come oggigiorno tale normativa venga sempre meno riconosciuta e di fatto disapplicata nella vita di tutti i giorni, specialmente avendo riguardo all’arte diffusa attraverso le nuove tecnologie.
Così, accade di leggere sentenze che cercano di dare un’interpretazione del diritto d’autore più al passo con i tempi, come la recente sentenza della Cassazione Penale del febbraio 2005, che riduce ad illecito amministrativo la detenzione ai fini di vendita di compact-disc abusivamente duplicati, anziché applicare la pena prevista per il reato di contraffazione applicata per costante orientamento in materia.
In tempi meno recenti, la sentenza penale del febbraio 2001, in cui l’imputato del medesimo reato veniva prosciolto per difetto dell’antigiuridicità del comportamento incriminato, mancando un danno sociale rilevante ai fini penalistici (“anche se non si può escludere un risarcimento civilistico alla SIAE”).
Autore di questa clamorosa sentenza è il Dottor Gennaro Francione, fondatore dell’Unione Europea dei Giudici Scrittori e ideatore del Movimento Utopista-Antiarte 2000, nonché portavoce del movimento anti-copyright, ovvero di un’ideologia sempre più diffusa che crede nella libera e gratuita diffusione dell’arte.
I principi sostenitori di questo movimento si riassumono nell’idea che l’autore è solo il portavoce di un messaggio d’arte universale, che egli esprime in nome dell’Umanità: questo implica il mantenimento del riconoscimento della paternità dell’opera, ma una drastica riduzione dei diritti di sfruttamento commerciale di qualunque creazione, che dovrebbe avere una diffusione libera e gratuita, grazie alle possibilità offerte da Internet e dalle nuove tecnologie.

Articolo pubblicato su QN-Economia – Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino

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