Esclusione del bonum fidei

DOMANDA
Mentre ero ancora studente di scienze politiche, quindi giovanissimo, contrassi il mio primo matrimonio.E fu davvero un matrimonio d’amore.La mia prima moglie, bella, intelligente, colta e profondamente buona, era una mia collega di universita’ e apparteneva ad un’ottima famiglia.I nostri genitori erano amici di vecchissima data e cio’ contribui’ moltissimo alla buona riuscita della nostra unione che fu veramente felice. Poi la catastrofe; durante un viaggio all’estero che avevamo intrapreso qualche anno fa, in seguito ad uno scontro, mia moglie rimase in uno stato di grave menomazione fisica e psichica.Incomincio’ allora la ” via crucis” delle nostre peregrinazioni da un Paese all’altro e da una clinica all’altra.Ad un certo punto smettemmo il nostro melanconico giro d’Europa e ci fermammo in una clinica; in quella nella quale la mia cara malata mi sembro’ si sentisse piu’ a suo agio.Era stata addetta all’assistenza di mia moglie una giovane infermiera bellissima.Nonostante il mio stato d’animo non potei non constatarne la singolare avvenenza.Si trattava di una ragazza che aveva ricevuto una educazione evidentemente raffinata e che a suo tempo aveva intrapreso anche gli studi universitari. A mia moglie piacque molto; era premurosa, fine, paziente e piacevolissima conversatrice.Con lei si poteva parlare di tutto.Aveva uno spiccato senso di umorismo ed era di tale efficacia, nei suoi racconti, che sembrava quasi di vedere le cose che ella descriveva.Cio’ divertiva molto la malata e me.Finimmo con l’abituarci alla sua compagnia.Ad un certo punto la nostra preziosa infermiera accettata la proposta di seguirci, considerammo piu’ comodo il ritorno a casa.Ci trasferimmo cosi’ in una mia vecchia villa sul lago di Garda.Io ripresi subito i miei contatti con il mondo esterno, ma date le condizioni di salute di mia moglie, che erano andate di giorno in giorno peggiorando, passavo molto tempo in casa.I medici, mi avevano esplicitamente detto che non c’era nulla di buono da sperare.Mi trovai cosi’ costretto dagli eventi ad un’assiduita’, anzi ad una vera e propria convivenza con l’infermiera che, ormai era divenuta come una persona di famiglia.Per la moglie malata aveva l’affetto intenso e le cure premurose, assidue e costanti che si hanno per una sorella alla quale si vuole molto bene e facevo facilmente tacere la mia coscienza dicendo a me stesso, per consolarmi, che la mia amante ed io non omettevamo nulla di quanto le potesse giovare curandola amorevolmente.La nostra vita si svolgeva in un clima di dolcezza.Unica nota triste era l’aggravamento progressivo, inesorabile della malattia di mia moglie.Un mattino al mio risveglio, ebbi una brutta sorpresa, un domestico venne a dirmi che, durante la notte, la signorina infermiera era partita per ignota destinazione portando via tutto il suo bagaglio.Mi aveva lasciato un messaggio.Aprii la busta e trovai due lettere; una per mia moglie ed una per me.Nella prima giustificandosi di non averla salutata con l’affermare che non aveva voluto svegliarla di notte, diceva di aver dovuto raggiungere d’urgenza una persona di famiglia gravemente inferma e che, appena possibile, sarebbe ritornata.Nella seconda, invece, tracciava inaspettatamente un quadro molto drammatico della nostra situazione, quadro che era in contrasto con l’atteggiamento che ella aveva tenuto fino al giorno avanti. Lamentava di essere stata tanto priva di discernimento e di equilibrio da avere iniziato una relazione con un uomo non libero,il che, scrupolo di coscienza a parte, avrebbe finito con il danneggiare irrimediabilmente il suo avvenire.Riteneva opportuno che entrambi riflettessimo molto per fare il punto della situazione e concludeva dichiarando, in termini precisi e perentori, che sarebbe ritornata da me, solo se le avessi promesso formalmente di sposarla quando mia moglie, irrevocabilmente condannata,fosse scomparsa.Risposi subito, sconvolto come ero, supplicandola di ritornare e promettendole tutto cio’ che desiderava. Naturalmente ho conservato copia della sua lettera e della mia. Mi sembrava di non poter piu’ vivere senza di lei e inoltre vedevo che anche mia moglie aspettava il suo ritorno; effettivamente con la sua presenza, le avrebbe reso meno squallidi gli ultimi giorni di vita.Tutto ritorno come prima,la nostra relazione continuo’ e la mia cara malata senza altre scosse, si spense quietamente. Com’era da prevedersi, l’ex infermiera e’ la mia attuale moglie.Poco dopo le nozze, pero’ mi sono trovato di fronte ad una persona del tutto diversa da quella che mi era stata vicino precedentemente; prepotente, egoista, interessata, intollerante della disciplina familiare e desiderosa di una liberta’ assurda.Incomincio’ a fare brevi frequenti viaggi da sola, senza dirne la destinazione e crociere lunghissime.Insomma il suo comportamento si rivelo’ talmente anormale che mi vidi costretto ad assumere informazioni ed a fare esperire indagini. Conclusione;quando la conobbi,in clinica, era l’amante di un medico gia’ coniugato che l’aveva fatta assumere per averla vicino.In me aveva visto un’ottima sistemazione, sapendomi in possesso di un bel nome, di un buon patrimonio e prossimo a diventare vedovo. Non aveva mai troncata la precedente relazione, anzi, proprio con l’amico medico si incontrava nei suoi frequenti viaggi e con lui era andata in crociera.Di fronte all’evidenza,non ha negato nulla; con la massima disinvoltura, ha ammesso che aveva solo bisogno di sottrarsi al suo stato di poverta’ e che le occorreva un marito ricco.Ci siamo separati di fatto e la mantengo.La prego vivamente; esiste un mezzo per liberarmi radicalmente di questa situazione che considero addirittura mostruosa?

RISPOSTA
Comincio col risponderle che esistono i mezzi legali per risolvere il suo grave problema. Infatti il suo caso rientra nella cosiddetta esclusione del bonum fidei, poiche’ la sua seconda moglie, aveva mantenuto nel corso del suo matrimonio,una precedente relazione extraconiugale ,manifestando quindi riserva espressa di avere contrariamente all’unitas che caratterizza per il diritto della Chiesa, il vincolo matrimoniale, rapporti sessuali con altra persona, oltreche’ col proprio coniuge.

NOTA.
Nel precedente codice di diritto canonico del 1917, si poteva altresi’ invocare l’impedimentum criminis, che nell’attuale legislazione codicistica e’ stato limitato al solo caso di omicidio dell’altro coniuge e non piu’ all’ipotesi di adulterio, con concomitante promessa di matrimonio.

Per una consulenza in merito non esitare a contattarci.
info@iltuolegale.it

E’ assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo presente in questo articolo senza il consenso dell’autore. In caso di citazione è necessario riportare la fonte del materiale citato.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*