Nuovo Codice della strada: cosa cambia

Il nuovo Codice della strada ha fatto molto discutere negli ultimi mesi. Durante la fase di consultazione sono circolate ipotesi molto diverse: patente a 17 anni, sorpasso a destra in autostrada, nuove regole per motociclisti, multe rimodulate, casco obbligatorio per alcune bici elettriche.

Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026 ha però modificato diverse delle proposte iniziali.

Per questo è utile distinguere tra ciò che è rimasto nel provvedimento e ciò che, invece, è stato eliminato prima dell’approvazione.

Va inoltre ricordato che l’approvazione in Consiglio dei Ministri non equivale, da sola, all’entrata in vigore immediata di tutte le nuove regole: per sapere da quando saranno operative occorrerà fare riferimento al testo definitivo pubblicato e alla relativa disciplina di entrata in vigore.

Multe più basse per molte violazioni

Una delle novità più evidenti riguarda gli importi delle sanzioni.

Il MIT ha annunciato una generale razionalizzazione delle multe, con la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione e l’arrotondamento verso il basso di diversi importi.

Per esempio, alcuni minimi edittali oggi fissati a 26 e 42 euro dovrebbero scendere rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre sanzioni da 83 o 87 euro verrebbero portate a 80 euro.

Non significa, però, che tutte le multe diminuiranno.

Le condotte considerate più pericolose vengono infatti trattate in modo più severo.

Senza assicurazione: arriva una stretta molto più forte

Tra i casi in cui il nuovo testo diventa più rigido c’è la circolazione senza copertura assicurativa.

Il provvedimento prevede il divieto di circolazione a tempo indeterminato per il veicolo che viene trovato senza assicurazione, fino alla regolarizzazione della posizione.

Durante la fase di consultazione il MIT aveva inoltre indicato un aumento della sanzione per la violazione dell’obbligo assicurativo, da 866 a 1.000 euro.

Il nuovo Codice interviene anche sui veicoli stranieri che circolano in Italia per periodi superiori a 30 giorni, prevedendo l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane.

Minicar truccate: divieto di marcia per 30 giorni

Un capitolo specifico riguarda le cosiddette minicar.
Il testo approvato prevede un aggravamento delle conseguenze quando vengono alterate le caratteristiche costruttive dei quadricicli leggeri, spesso modificati per superare il limite di velocità previsto.

Alla sanzione pecuniaria e all’immobilizzazione del mezzo si aggiunge il divieto di marcia per 30 giorni.

La norma interessa soprattutto i veicoli utilizzati dai più giovani e mira a contrastare le modifiche che trasformano di fatto una minicar in un mezzo con prestazioni superiori a quelle per cui è stata omologata.

minicar fermata da polizia

Patente B a 17 anni: la proposta è stata eliminata

Uno dei temi che aveva attirato maggiore attenzione nei mesi precedenti era la possibilità di conseguire la patente B già a 17 anni.

La misura era effettivamente contenuta nelle prime proposte del Ministero e aveva fatto parte della consultazione avviata nell’estate 2026.

Nel testo approvato in Consiglio dei Ministri, però, la patente B a 17 anni non c’è più.

Il MIT ha confermato che la proposta è stata eliminata prima dell’approvazione definitiva del testo da parte del Governo.

È un esempio importante di quanto sia necessario distinguere le proposte iniziali dalle norme effettivamente approvate.

Motociclisti: corsia di emergenza in caso di incidenti o code

Tra le novità confermate c’è invece una misura destinata ai motociclisti.

Il nuovo testo contempla la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o forti rallentamenti, naturalmente garantendo sempre il passaggio dei mezzi di soccorso.

È inoltre previsto un programma per l’installazione di barriere stradali salva-motociclisti.

La misura dovrebbe ridurre alcune delle situazioni più rischiose che si verificano quando le moto rimangono bloccate tra le file di veicoli.

Super bici elettriche: casco e contrassegno

Il provvedimento interviene anche su alcune biciclette elettriche che, per potenza e caratteristiche, sono diverse dalle normali bici a pedalata assistita.

Per queste cosiddette “super-bike”, utilizzate anche nelle consegne a domicilio, vengono previsti casco e contrassegno identificativo.

Non si tratta quindi di una generalizzazione dell’obbligo a tutte le biciclette elettriche.

La distinzione tecnica tra bici a pedalata assistita e mezzi più potenti rimane fondamentale.

Monopattini: attenzione all’intralcio dei pedoni

Il nuovo testo aggiunge una specifica previsione anche per i monopattini elettrici.

Potrà essere vietata la circolazione quando il monopattino costituisce un intralcio o un pericolo per i pedoni.

La norma si inserisce in un quadro già molto più restrittivo rispetto al passato, dopo le modifiche degli ultimi anni su casco, assicurazione, contrassegno e modalità di circolazione.

Sul sito Il Tuo Legale il tema dei monopattini è già stato affrontato in articoli specifici, quindi questo nuovo contenuto si concentra sulle modifiche complessive del Codice e non ripete quel precedente approfondimento.

Targhe personalizzate

Tra le novità più curiose c’è la possibilità di ottenere targhe personalizzate.

Il testo approvato consente, su richiesta dell’interessato, il rilascio di targhe composte secondo una successione alfanumerica dedicata, purché naturalmente non coincidente con una targa già assegnata.

La possibilità si aggiunge a quella già prevista per alcuni veicoli storici di ottenere targhe conformi al periodo di costruzione.

Verbali: meno tempo per la notifica

Un’altra modifica riguarda i verbali notificati dopo un accertamento effettuato da remoto.

Secondo il testo approvato, i Comuni avranno 45 giorni invece di 90 per notificare il verbale nei casi di contestazione non immediata.

Per l’automobilista è una modifica importante perché incide direttamente sui tempi entro i quali ricevere la contestazione.

Patente e libretto non dovranno più essere necessariamente portati con sé

Il nuovo Codice prevede anche una semplificazione pratica.

Patente e carta di circolazione potranno essere verificate telematicamente dalle forze dell’ordine, eliminando l’obbligo di avere sempre con sé i documenti in formato materiale.

Naturalmente questo non elimina l’obbligo di possedere una patente valida o di avere il veicolo regolarmente immatricolato: cambia soltanto la modalità con cui i documenti possono essere controllati.

Disabilità e ZTL: tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma CUDE

Il testo interviene anche sul Contrassegno unificato disabili europeo.

Tutti i Comuni saranno obbligati ad aderire alla piattaforma nazionale CUDE, così da facilitare il riconoscimento dei contrassegni anche fuori dal Comune di residenza.

In caso di mancata adesione, il Comune non potrà utilizzare strumenti di accertamento a distanza per determinate violazioni relative alle aree riservate e alle ZTL.

Camion e autobus: si potrà guidare fino a 70 anni

Per le patenti professionali del gruppo 2 il limite anagrafico viene innalzato da 68 a 70 anni.

La possibilità riguarda, tra le altre, le patenti C, CE, D e DE e sarà accompagnata da verifiche biennali sull’idoneità.

Cosa cambia subito?

Per automobilisti e motociclisti il punto più importante, oggi, è non confondere il testo approvato dal Governo con norme già operative.

Le misure sono state approvate dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026, ma per conoscere con precisione l’entrata in vigore delle singole disposizioni bisognerà fare riferimento al testo definitivo pubblicato e alle relative disposizioni transitorie.

Nel frattempo è già chiaro quali proposte sono state confermate e quali sono state abbandonate.

La patente a 17 anni, per esempio, non fa più parte del testo. Restano invece la revisione delle multe, la stretta sulla mancata assicurazione, le nuove regole per minicar e motociclisti, le targhe personalizzate e la riduzione dei tempi per la notifica di alcuni verbali.

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