Cavalli animali da compagnia: cosa prevede il disegno di legge in discussione alla Camera

In Italia i cavalli non sono attualmente classificati, in modo generale, come animali da compagnia. Un disegno di legge ora all’esame della Camera dei deputati (A.C. 2585) mira però a modificare questa impostazione, proponendo di riconoscere gli equidi come animali di affezione.

Se il provvedimento venisse approvato, potrebbero essere introdotti nuovi obblighi di registrazione degli animali, divieti legati alla macellazione e specifiche sanzioni. La proposta non è ancora una legge, ma fa parte dell’iter parlamentare.

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Perché si parla di cavalli come animali d’affezione

Nel diritto italiano gli animali di affezione sono quelli detenuti senza finalità produttive. La disciplina si basa su alcune norme di riferimento, tra cui:

  • la legge n. 281 del 1991 sulla tutela degli animali di affezione
  • la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia
  • il regolamento UE 2016/429 che elenca le specie considerate animali da compagnia

Tra queste specie rientrano oggi soprattutto cani, gatti, furetti e altri piccoli animali domestici. Gli equidi, invece, non sono espressamente inclusi.

La proposta di legge parte dall’idea che anche cavalli, asini, muli e bardotti possano essere considerati animali d’affezione, alla luce del rapporto che molte persone instaurano con questi animali.

La proposta è già diventata legge?

No.

Il disegno di legge è stato assegnato alla Commissione Agricoltura della Camera il 20 febbraio 2026 ed è attualmente in fase di esame parlamentare. Di conseguenza non produce ancora effetti giuridici: eventuali nuove regole entrerebbero in vigore solo dopo l’approvazione definitiva del Parlamento.

Quali novità introduce il disegno di legge

Il testo A.C. 2585 prevede tre interventi principali.

In primo luogo, il riconoscimento degli equidi come animali di affezione.

In secondo luogo, la creazione presso i servizi veterinari delle ASL di un registro anagrafico degli equidi, con obbligo di iscrizione entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

Infine, il divieto di allevamento, importazione ed esportazione finalizzati alla macellazione.

Il progetto normativo prevede inoltre misure di sostegno economico per favorire la riconversione degli allevamenti oggi destinati alla produzione alimentare.

Quali conseguenze per chi possiede un cavallo

Se la riforma fosse approvata, chi detiene un cavallo dovrebbe iscrivere l’animale nel registro anagrafico gestito dalle ASL e comunicare eventuali trasferimenti di proprietà.

Questo comporterebbe un aumento degli obblighi di tracciabilità e di controllo sanitario.

Al momento, tuttavia, non sono ancora disponibili indicazioni precise sulle procedure pratiche di registrazione o sugli adempimenti amministrativi, che potrebbero essere definiti solo con eventuali norme attuative.

Impatto per allevatori e operatori del settore

Le conseguenze più rilevanti riguarderebbero le attività collegate alla produzione di carne equina.

La proposta di legge prevede infatti il divieto di allevamento, importazione ed esportazione finalizzati alla macellazione. Proprio per questo il testo include misure di sostegno economico per accompagnare la riconversione degli allevamenti.

Si tratta quindi di un cambiamento potenzialmente significativo per il settore, motivo per cui il tema è oggetto di discussione parlamentare.

Le sanzioni previste dal progetto di legge

Secondo la ricostruzione riportata da Altalex, il disegno di legge introdurrebbe:

  • un nuovo reato per chi viola i divieti di allevamento, importazione o esportazione destinati alla macellazione, con reclusione da tre mesi a tre anni e multa da 30.000 a 100.000 euro
  • una sanzione amministrativa da 20.000 a 50.000 euro per chi non registra l’animale all’anagrafe o non comunica i passaggi di proprietà

Nel caso in cui la carne derivante da macellazione illegale venga immessa sul mercato, la pena sarebbe aumentata di un terzo.

Cosa devono fare oggi i proprietari di cavalli

Per il momento non cambia nulla dal punto di vista giuridico, perché la proposta non è ancora stata approvata.

Chi possiede o gestisce equidi dovrebbe semplicemente seguire l’evoluzione del disegno di legge. Se il Parlamento approverà la riforma, potrebbero essere introdotti nuovi obblighi amministrativi e nuove regole per il settore.

In altre parole, al momento si tratta di un progetto normativo ancora in discussione. Monitorare l’iter parlamentare sarà quindi essenziale per capire se e quando queste novità diventeranno operative.

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