Adozione internazionale per single: quando il diritto incontra la realtà

Ci sono persone che, pur non avendo accanto un partner, sentono di avere spazio, tempo e amore da offrire a un bambino.
Fino a poco tempo fa, la legge italiana non permetteva loro di adottare un minore straniero. Ma qualcosa è cambiato.

Con una decisione storica – la sentenza n. 33 del 21 marzo 2025 – la Corte Costituzionale ha aperto una nuova strada: anche i single possono oggi chiedere di adottare un bambino proveniente da un altro Paese.
Non si tratta solo di una modifica tecnica, ma di un vero cambio di prospettiva: il riconoscimento che una famiglia può nascere anche da una sola persona, se in grado di garantire affetto, stabilità e cura.

adozione internazionale

Cosa prevedeva la legge prima di questa svolta

Per oltre quarant’anni, la legge n. 184 del 1983 ha previsto che solo le coppie sposate da almeno tre anni potessero accedere all’adozione piena.
Chi era single poteva chiedere soltanto un’adozione in casi particolari, ossia in situazioni eccezionali (come quando esiste già un legame affettivo con il minore), oppure diventare affidatario.

Questa distinzione ha di fatto escluso molte persone che, pur non sposate, avrebbero potuto offrire una famiglia stabile a un bambino.
La Corte Costituzionale ha ora dichiarato incostituzionale questa limitazione, aprendo la possibilità di adozione internazionale anche ai single.

Le motivazioni della decisione della Corte

Il ragionamento dei giudici è chiaro: l’interesse del minore deve venire prima di tutto.

Secondo la Corte:

  1. Ogni bambino ha diritto a una famiglia, non importa se composta da due genitori o da uno solo.
  2. Il desiderio di genitorialità è una forma di autodeterminazione, tutelata dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
  3. L’adozione è anche un gesto di solidarietà sociale, che consente di accogliere bambini in stato di abbandono.

In altre parole, non è lo stato civile a determinare la capacità di essere genitore, ma la maturità, l’equilibrio e la disponibilità affettiva della persona che si prende cura del minore.
La valutazione dell’idoneità resta sempre affidata al Tribunale per i Minorenni, che decide caso per caso.

Come cambia la procedura per i single

Dopo la sentenza, anche chi non è sposato può:

  • presentare domanda di idoneità al Tribunale per i Minorenni, come avviene per le coppie;
  • collaborare con un ente autorizzato per le adozioni internazionali;
  • adottare un minore straniero, se anche la legge del Paese d’origine lo consente.

Va ricordato che non tutti gli Stati stranieri ammettono l’adozione da parte di persone single: la compatibilità tra le due legislazioni è quindi un passaggio fondamentale della procedura.

Cosa resta ancora da chiarire

La decisione della Corte riguarda solo l’adozione internazionale.
Per l’adozione nazionale, resta per ora il requisito del matrimonio. Tuttavia, le motivazioni della sentenza potrebbero in futuro spingere il legislatore a una riforma più ampia.

Un’altra questione aperta riguarda le unioni civili: la Corte non ha ancora precisato se l’apertura ai single possa essere estesa anche a chi è parte di un’unione civile.

Cosa significa, in concreto

Con la sentenza n. 33/2025, la Corte Costituzionale ha riconosciuto che l’amore e la responsabilità genitoriale non si misurano con lo stato civile.
Per molti bambini in attesa di una famiglia, questa decisione può significare una possibilità in più di trovare una casa.

Chi desidera intraprendere questo percorso deve rivolgersi al Tribunale per i Minorenni del proprio territorio e a un ente autorizzato per le adozioni internazionali, che lo accompagnerà passo per passo.

È un cammino complesso, certo, ma oggi finalmente più aperto, più giusto e più vicino alla realtà delle persone.

Per una consulenza legale: info@iltuolegale.it – 02 94088188

Non si effettua consulenza legale gratuita.
È assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo presente in questo articolo senza il consenso dell’autore. In caso di citazione è necessario riportare la fonte del materiale