Approvata la nuova legge per la subacquea

Aggiornato il 13/05/2026

La legge 7 maggio 2026, n. 70, sulla valorizzazione della risorsa mare, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026 ed è entrata in vigore il giorno successivo.

Si tratta del provvedimento di cui avevamo già parlato qui: Subacquea: nuova legge per immersioni e diving center, dedicato alle prime novità introdotte durante l’iter parlamentare.

Il provvedimento si articola in un complesso di disposizioni eterogenee, accomunate dall’obiettivo di rafforzare il coordinamento delle politiche pubbliche relative al mare e di promuovere lo sviluppo economico dei settori connessi, tra cui il turismo, la nautica e le attività subacquee.

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Governance e pianificazione strategica

La legge interviene, in primo luogo, sul piano organizzativo, rafforzando il ruolo del Comitato interministeriale per le politiche del mare, quale sede di coordinamento tra le diverse amministrazioni competenti.

Viene inoltre ridefinita la struttura del Piano del mare, che assume una programmazione quadriennale, con aggiornamenti periodici, includendo espressamente anche ambiti quali la navigazione commerciale e la nautica da diporto.

L’impostazione evidenzia la volontà di superare una gestione settoriale, favorendo un approccio integrato.

Disciplina del turismo subacqueo

Il Capo III della legge introduce una disciplina organica del turismo subacqueo, con l’obiettivo di uniformare un quadro normativo precedentemente frammentato.

In tale ambito si prevede:

  • l’individuazione di “zone di interesse turistico-subacqueo”, con decreto ministeriale
  • il coinvolgimento delle Regioni nella regolamentazione delle professioni
  • la valorizzazione del patrimonio sommerso, anche attraverso itinerari e forme di cooperazione internazionale

La subacquea viene quindi considerata non solo come attività ricreativa, ma anche come strumento di promozione territoriale.

Requisiti per l’esercizio delle attività subacquee

La normativa dedica ampio spazio alla definizione dei requisiti per l’esercizio delle attività subacquee a scopo ricreativo.

Per i centri di immersione e addestramento sono previsti, tra gli altri:

  • iscrizione al registro delle imprese e apertura della partita IVA
  • disponibilità di sedi idonee per le attività teoriche
  • utilizzo di attrezzature conformi alla normativa europea
  • obbligo di copertura assicurativa
  • tenuta di un registro delle immersioni

Per quanto riguarda istruttori e guide:

  • obbligo di possesso di brevetti riconosciuti
  • copertura assicurativa individuale
  • limiti numerici nella gestione dei partecipanti alle immersioni

Sono inoltre previsti obblighi in materia di sicurezza, tra cui la presenza di dotazioni di primo soccorso a bordo delle imbarcazioni.

Sistema sanzionatorio

La legge introduce un apparato sanzionatorio amministrativo, con importi differenziati in funzione della violazione.

In particolare sanzioni rilevanti per l’esercizio abusivo dell’attività, per i centri privi dei requisiti e misure accessorie, tra cui la sospensione dell’attività in caso di reiterazione.

L’impianto appare orientato a rafforzare il rispetto delle disposizioni e a garantire standard uniformi.

Nautica da diporto e digitalizzazione

Un ulteriore ambito di intervento riguarda la nautica da diporto, con misure finalizzate alla semplificazione e digitalizzazione.

Tra queste:

  • registrazione delle unità utilizzate a fini commerciali
  • semplificazione delle procedure amministrative
  • introduzione della documentazione digitale di bordo

Le disposizioni mirano a favorire l’efficienza del settore e a ridurre gli oneri burocratici.

Ulteriori disposizioni

Il provvedimento contiene anche interventi in altri ambiti dell’economia marittima, tra cui la disciplina della gente di mare, il sostegno alla cantieristica e l’introduzione di strumenti di tutela del reddito per i lavoratori della pesca.

In particolare, si prevede l’estensione di strumenti assimilabili alla cassa integrazione per il settore.

La legge si caratterizza per un approccio sistemico, volto a ricondurre a unità ambiti normativi tradizionalmente distinti.

Per quanto concerne la subacquea, si conferma quanto già evidenziato:
l’introduzione di una disciplina organica rappresenta un elemento di innovazione, destinato a incidere sia sul piano operativo sia su quello giuridico.

Resta tuttavia demandata alla fase attuativa la verifica:

  • dell’effettiva sostenibilità degli adempimenti per gli operatori
  • del coordinamento tra livelli statali e regionali
  • dell’impatto complessivo sul settore

L’evoluzione normativa dovrà quindi essere valutata nel tempo, alla luce delle concrete modalità di applicazione.

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