Sharenting e “baby influencer”: evoluzione di un fenomeno digitale

Il fenomeno dello sharenting — dalla combinazione di share (condividere) e parenting (genitorialità) — indica la crescente abitudine dei genitori di pubblicare sui social network contenuti relativi ai propri figli minori. Tale pratica, inizialmente percepita come espressione spontanea della vita familiare, oggi assume una dimensione giuridicamente rilevante quando la condivisione diventa sistematica, organizzata o addirittura funzionale a logiche di visibilità e monetizzazione.

baby influencer limiti legali

La normativa

Nel quadro normativo italiano, lo sharenting è oggetto di crescente attenzione da parte del Garante per la protezione dei dati personali, che con la campagna La sua privacy vale più di un like” ha ribadito come ogni immagine condivisa contribuisca alla costruzione dell’identità digitale del minore.

Con il provvedimento del 13 novembre 2024 è stato inoltre chiarito che la pubblicazione di foto di minori di 14 anni richiede il consenso di entrambi i genitori, mentre oltre tale soglia il minore acquisisce maggiore autonomia decisionale.

L’Autorità ha infine indicato alcune cautele operative, tra cui la riduzione della riconoscibilità del minore, la limitazione della visibilità dei contenuti e l’attenzione anche alle condivisioni tramite chat private.

Responsabilità genitoriale e limiti alla pubblicazione online

La responsabilità genitoriale, pur attribuendo ai genitori il potere di decisione nell’interesse del figlio, non implica una disponibilità illimitata dei suoi dati personali e della sua immagine.

La pubblicazione di contenuti che lo riguardano deve essere letta alla luce del principio del best interest of the child, che impone una valutazione concreta dell’interesse del minore alla riservatezza e alla protezione della propria identità digitale.

Non si tratta, quindi, di un potere assoluto, ma di una responsabilità che incontra precisi limiti derivanti dalla tutela dei diritti fondamentali della persona.

Dallo sharenting alla costruzione dell’identità digitale del minore

Uno degli aspetti più delicati evidenziati dalla prassi è la trasformazione dello sharenting da condivisione episodica a vera e propria costruzione continuativa dell’identità digitale del minore.

In molti casi, infatti, i contenuti non si limitano a raccontare momenti familiari, ma diventano parte di una narrazione costante che contribuisce a definire pubblicamente la figura del bambino o dell’adolescente.

Quando tale esposizione è stabile e reiterata, si crea una presenza digitale che il minore non ha scelto e che potrebbe condizionarlo nel tempo, sia sotto il profilo relazionale sia sotto quello reputazionale.

Sharenting, visibilità e monetizzazione: il confine critico

Il tema diventa ancora più complesso quando la presenza del minore online si inserisce in contesti di visibilità strutturata, tipici dell’economia degli influencer e dei contenuti sponsorizzati.

In tali situazioni, la condivisione non è più solo affettiva o familiare, ma assume una funzione comunicativa o commerciale. Il minore diventa parte integrante di una strategia di comunicazione digitale che può generare visibilità e, in alcuni casi, anche redditività economica.

Questo spostamento di prospettiva solleva interrogativi giuridici rilevanti, poiché il confine tra esercizio della responsabilità genitoriale e utilizzo dell’immagine del minore come strumento di visibilità si assottiglia sensibilmente.

Considerazioni finali

Lo sharenting rappresenta una delle più significative sfide del diritto contemporaneo in materia di protezione dei minori nell’ambiente digitale.

L’obiettivo non è imputare responsabilità ai genitori, ma evidenziare un principio fondamentale: l’immagine del minore non appartiene esclusivamente a chi la pubblica, ma riguarda un soggetto distinto, titolare di diritti propri e autonomi.

In un contesto in cui la diffusione dei contenuti è potenzialmente illimitata e permanente, la responsabilità genitoriale deve essere esercitata con particolare cautela, tenendo conto che ciò che viene condiviso oggi potrebbe avere conseguenze giuridiche, sociali e personali anche a distanza di molti anni.

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